Il primo figlio dopo i 25 anni incide positivamente sul benessere?

La scienza è da sempre impegnata non soltanto a cercare le cure per le malattie che ancora oggi incidono negativamente sulla vita delle persone, minandone il benessere, ma è anche in prima linea nel cercare di capire quali sono i fattori, ambientali e non solo, che possono incidere positivamente o meno sempre sul benessere psico-fisico degli esseri umani, concetto in cui rientra anche l’aspettativa di vita.

Ebbene, uno studio condotto da alcuni ricercatori di stanza nell’Università della California è arrivato ad un risultato per certi versi sorprendente: se è vero che avere figli in tarda età può risultare pericoloso per la salute e il benessere nel corso della gravidanza e al momento del parto, vi è però un nuovo dato con cui fare i conti, ovvero quello per cui avere il primo figlio in età non più giovanissima porta a vivere più a lungo.

Fare tardi il primo figlio porta alla longevità

Lo studio ha avuto luogo grazie al lavoro di diversi ricercatori operanti presso la San Diego School of medicine dell’Università della California e per la sua accuratezza si è guadagnato la pubblicazione su una delle riviste scientifiche più importanti a livello internazionale, ovvero l’American Journal of Public Healt, che gli ha dedicato ampio spazio nel numero di novembre 2016.

Lo studio ha preso in esame tre elementi: l’età della donna nel momento in cui ha dato alla luce il primo figlio, il numero di gestazioni e la longevità. Incrociando tutti i dati i ricercatori sono arrivati alla conclusione che le donne che hanno il primo figlio ad un’età superiore ai 25 anni hanno più possibilità di vivere quasi un secolo, ovvero 90 anni. E il team di ricercatori è arrivato alla stessa identica conclusione confrontando l’aspettativa di vita delle donne che hanno più di una gravidanza con quelle che dopo il primo figlio non vivono più, per un motivo o per l’altro, l’esperienza della maternità.

Come si è svolta la ricerca

Le donne coinvolte nello studio sono state circa ventimila, rappresentative di diversi gruppi etnici e sociali. Queste donne sono state selezionate all’interno di un programma sanitario operante a livello nazionale e denominato Women’s health initiative, attivo dal 1991.

AW474P Loving Hands

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Ebbene, dallo studio, che ha voluto cercare di capire l’incidenza dell’esperienza della gravidanza sul benessere delle donne, è emerso che circa il 54% delle donne selezionate per lo studio e che hanno avuto un figlio dopo 25 anni e più gravidanze è vissuta almeno fino a 90 anni d’età. Tuttavia i ricercatori stessi hanno voluto mettere l’accento sul fatto che potrebbero essere decisivi, per la longevità o meno, anche fattori di natura socio-economica quali il livello di istruzione e la condizione economica.

La ricerca non incita a ritardare la gravidanza

L’equipe di ricercatori, presentando il proprio studio, ha voluto precisare come tali risultati non debbano far pensare che sia preferibile ritardare la prima gravidanza, perchè bisogna sempre tenere presente che più tardi avviene un parto, anagraficamente parlando, maggiori sono i rischi che si concretizzino delle complicazioni.

Insomma, usando una metafora si potrebbe paragonare il benessere ad una coperta troppo corta: una gravidanza in età avanzata comporta dei rischi maggiori per la propria salute, ma potrebbe portare ad una maggiore longevità.

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