La difficoltà di trovare un buon lavoro

trovare lavoroOgnuno ha idea del buon lavoro diverso da quello degli altri. Cercare un buon lavoro è diventata un’attività qualche volta frustrante. Un tempo – in quello che Maslow avrebbe definito il tempo in cui bisognava semplicemente soddisfare i bisogni primari, e cioè la sicurezza e la sopravvivenza (personale e familiare) – un buon lavoro era semplicemente un lavoro sicuro, un lavoro per tutta la vita, in cui ci si garantiva la pensione già al momento dell’assunzione: il primo giorno di lavoro finiva in molti casi per assomigliare all’ultimo. Oggi le cose sono cambiate, e non solo perché i lavori sicuri sono sempre più rari, anche i nostri bisogni lavorativi sono evoluti, e quindi le aspettative, le motivazioni che ci spingono a cercare lavoro sono cambiate. Si vuole un lavoro che consenta un ambiente piacevole, in cui poter avere delle relazioni ricche socialmente. E poi si vuole un lavoro che ci consenta di emergere, di fare carriera, di diventare sempre più importanti (qualcuno vorrebbe addirittura diventare famoso). Infine molti vogliono un lavoro in cui poter crescere come conoscenze, in cui apprendere continuamente, variare le attività e i compiti, in cui trovare la realizzazione di sé. Esiste questo lavoro? Capace di soddisfare tutte queste complesse motivazioni? Probabilmente esiste, ma va cercato con pazienza e con sapienza. Il mondo del lavoro di oggi richiede non di accontentarsi, ma di costruirsi un percorso, un proprio cammino in cui l’obiettivo si frantuma in micro obiettivi e in cui alla fine solo il tempo e l’insieme delle azioni porta alla soddisfazione complessiva. Si pensi a un lavoro di contatto con la gente come quello che può offrire una call center (ad esempio la società calabrese Accueil cerca continuamente nuovi giovani da inserire nelle sue crescenti attività). Ebbene iniziare a lavorare in un contesto del genere significa lavorare in un gruppo di lavoro motivato sui risultati, e cioè soddisfare sia il bisogno di socialità, che quello di riconoscimento. E poi significa poter fare carriera: in aziende di questo tipo il management è sempre legato ai dipendenti che nascono in azienda. Quindi non è un lavoro della vita, è un lavoro possibile, ma sarebbe un peccato non inserirlo nel proprio progetto lavorativo.

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